Cosa fa (e cosa non fa) Nagi
Nagi promette di accorgersi prima e ricordartelo con gentilezza. Non promette di capirti fino in fondo, curarti o giudicarti. Ecco cosa significa, in pratica.
Cosa fa Nagi — la promessa
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Osserva il tuo ritmo di lavoro con segnali passivi (concentrazione, carico/stress, blocco esecutivo), in locale sul tuo dispositivo.
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Nota quando probabilmente ti stai bloccando o sovraccaricando e ti manda un messaggio gentile e non giudicante per sbloccarti, fare una pausa o ripartire.
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Impara il tuo normale nel tempo e lo tara sul tuo feedback — non una soglia uguale per tutti.
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Zero-knowledge: i dati grezzi restano sul dispositivo; escono solo indici aggregati.
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Pensato per menti neurodivergenti: interventi saltabili, mai insistenti, nessun giudizio.
Come ti aiuta
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Nota quando il ritmo scivola verso il blocco o il sovraccarico, mentre sta succedendo.
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Ti toglie il peso dell’auto-monitoraggio: lo fa lui, discreto.
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Spinte di sblocco, body-doubling, “fai una pausa” al momento giusto.
Cosa Nagi NON fa — la non-promessa
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Non è un dispositivo medico, non è terapia, non fa diagnosi. Non rileva né cura condizioni cliniche — e di proposito non ci prova.
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Non sostituisce un professionista, il supporto umano o il tuo giudizio. È un promemoria, decidi tu.
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Non misura produttività o performance. Non è sorveglianza. Il datore di lavoro non vede mai il tuo dato individuale.
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Non giudica quali app usi né i tuoi contenuti.
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Non “cura” il burnout da solo: è un allarme precoce e una spinta gentile, non una soluzione.
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Non è sempre giusto: è una stima. Puoi correggerlo e ignorarlo.
Nagi