Nagi

Come funziona Nagi

Nagi è una presenza che ti nota quando sei bloccato o stai per cedere e ti dà una mano dove lavori — a scuola, nella vita di tutti i giorni o nel tuo team. Non ti sorveglia: ti affianca. E lo fa senza mai mandare i tuoi dati grezzi da nessuna parte.

Il ciclo in tre passi

1. Segnali locali

Nagi legge piccoli segnali di come sta andando il lavoro — ritmo, blocchi che si ripetono, slittamenti — sul tuo dispositivo. I dati grezzi non lasciano il device: restano dove li hai prodotti.

2. Indici astratti

Quei segnali diventano indici: numeri in virgola mobile o semplici valori vero/falso (“sta faticando su questo?”, “il blocco dura da troppo?”). Al server arrivano solo questi indici astratti, mai il contenuto di ciò che scrivi o fai. È il vincolo zero-knowledge: il server non può ricostruire la tua giornata.

3. Intervento discreto

Quando un indice segnala un muro, Nagi ti lascia una mano in privato, dove già lavori — un messaggio su Slack o Microsoft Teams, o nella chat con Nagi. Un micro-passo concreto (“scrivi a mano solo la prima formula”, “apri solo la busta, il timer lo tengo io”), non un richiamo. Prima che il blocco diventi burnout.

Illustrazione del ciclo di Nagi in tre passi: a sinistra i piccoli segnali di lavoro che restano sul dispositivo, al centro un indicatore teal che li trasforma in un indice astratto, a destra il personaggio Nagi dai capelli teal che lascia con discrezione un breve messaggio di aiuto — segnali locali, indici, intervento discreto.
Dal segnale all'indice all'intervento: il ciclo di Nagi, tutto in privato.

Tre modi, una presenza

Nagi da adolescente, per la modalità Scuola: il personaggio dai capelli teal ritratto da studente. Nagi da giovane adulto, per la modalità Personale: lo stesso personaggio dai capelli teal, cresciuto, alle prese con la vita di tutti i giorni. Nagi da professionista sui trentacinque anni, per la modalità Team: lo stesso personaggio dai capelli teal in ambito di lavoro.
Nagi cresce con te: adolescente a scuola, giovane adulto nella vita di tutti i giorni, professionista nel team.

Il vincolo zero-knowledge

La privacy non è una promessa: è un vincolo tecnico. I dati grezzi restano sul device; al server vivono solo indici astratti. Le regole del database (RLS, Row-Level Security) negano a un HR o a un genitore l’accesso al dato del singolo. Chi ha un ruolo di supervisione vede solo aggregati su coorti di almeno 5 persone: mai un nome, mai una riga individuale.

Illustrazione del principio zero-knowledge: i dati grezzi restano protetti dentro il dispositivo, dietro uno scudo, mentre dal device esce soltanto un numero — l'indice astratto — verso il server, che non può ricostruire il contenuto originale.
I dati grezzi non escono: dal dispositivo parte solo un indice astratto.
Stack. Embedding con Voyage; ragionamento con Claude (Anthropic); hosting dati su Supabase (region EU); front-end su Vercel. Nessun dato individuale esposto a scuole o aziende — garantito dal database.

Cosa Nagi NON fa

Per capire davvero Nagi, aiuta dire cosa non è. Nagi non è un secondo genitore che assilla, né un capo che controlla.

Le richieste immediate — “butta la spazzatura, ora”, “fai questo adesso” — non sono il campo di Nagi. Se le rincorresse, diventerebbe solo un’altra voce che importuna, e smetteresti di ascoltarlo.

Illustrazione di cosa Nagi NON fa: il personaggio Nagi dai capelli teal sta calmo con le mani aperte, mentre alle sue spalle l'ombra di un genitore o di un capo che punta il dito accusatore si dissolve — Nagi affianca, non assilla e non controlla.
Nagi affianca con calma: niente dito puntato, niente voce che assilla.

Nagi aiuta la persona a imparare a gestirsi: col proprio ritmo, col proprio metodo. Non impone, non mette fretta. Col tempo, dall’autonomia, arrivano anche le cose che gli altri ti chiedono — ma perché sei tu a riuscirci, non perché qualcuno ti sta addosso.

E Nagi non ti controlla e non fa la spia: quello che vede resta tuo (zero-knowledge), e a genitori o azienda arrivano solo sintesi aggregate, mai il dettaglio.

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