Nagi Nagi

Dispositivi compatibili

Nagi non vende dispositivi e non guadagna nulla da quelli che trovi qui sotto. Questa pagina esiste per una ragione sola: dirti cosa cambia davvero se ne usi uno, e cosa non cambia.

Col solo telefono

Nagi funziona. Osserva quanto la tua attenzione si frammenta durante il giorno, ti fa una domanda la sera su com'è andata, e ti propone un minuto di respiro quando ti serve. Nei primi giorni interviene poco: sta imparando come sono fatte le tue giornate normali, e preferisce tacere che disturbarti nel momento sbagliato.

Quello che non può fare senza sensori è accorgersi del tuo stato dal corpo: il telefono non misura il battito, e non sa se hai dormito.

Con una fascia da polso

Si accendono due cose che altrimenti restano spente:

Quello che nessuna fascia economica ci dà: la variabilità cardiaca. È il segnale più informativo, e Nagi lo usa quando c'è — ma quasi nessun produttore lo rende disponibile alle altre app, nemmeno i più noti. Se leggi «monitora lo stress» sulla scatola, quella misura resta dentro l'app del produttore: a noi non arriva. Preferiamo dirtelo prima che dopo.

Cosa comprare

Vanno bene le fasce che sincronizzano con Health Connect su Android — per esempio Xiaomi Smart Band (con l'app Mi Fitness) o Amazfit (con l'app Zepp). Si trovano intorno ai 30-60 €, senza abbonamenti.

Non serve il modello più recente e non serve spendere di più: a Nagi arrivano gli stessi dati. Se ne hai già una nel cassetto, prova quella prima di comprarne un'altra.

Come collegarla

  1. installa l'app del produttore e associa la fascia, come faresti normalmente;
  2. in quell'app attiva la sincronizzazione con Health Connect (di solito sotto «Impostazioni» → «Servizi collegati» o simile);
  3. apri Nagi: nella scheda delle autorizzazioni concedi l'accesso ai dati sulla salute. Da lì vedi anche se i dati stanno arrivando davvero.

I dati del corpo restano sul tuo telefono: ne escono solo indici numerici fra zero e uno, mai i battiti né le ore di sonno. Come sempre.

Su iPhone

Nagi legge dall'app Salute di Apple. Vale lo stesso principio: arriva ciò che il produttore della fascia accetta di condividere lì, e anche in questo caso la variabilità cardiaca è quasi sempre esclusa.

Se hai già uno smartwatch, guarda prima nelle sue impostazioni se condivide con Health Connect o con l'app Salute: nella maggior parte dei casi basta attivare un interruttore.

Se hai uno smartwatch: c'è un'app Nagi da polso

Una fascia si limita a mandare i dati al telefono. Uno smartwatch può fare di più, e per due sistemi esiste una vera app Nagi da indossare:

Cosa misurano: il battito con il sensore ottico durante il giorno, e — attraverso Health Connect o l'app Salute — il sonno e la variabilità cardiaca notturna. Le letture passano al telefono anche con Nagi chiusa; da lì escono solo indici, come sempre.

Da non confondere: le notifiche di Nagi arrivano su qualunque orologio collegato, anche senza app Nagi installata — è il telefono che gliele inoltra, con i pulsanti «Fatto» e «Non ora». L'app da polso è un'altra cosa: misura e chiede, non si limita a mostrare.

Pixel Watch: metti i battiti sul quadrante. Se sulla watch face non c'è la complicazione della frequenza cardiaca, il sensore ottico non si accende proprio: non misura di rado, non misura affatto, e all'app non arriva nulla — nemmeno un valore vecchio. Nagi resta muto e sembra rotto, mentre sta solo aspettando un dato che nessuno produce.

Il rimedio è di venti secondi: tieni premuto sul quadrante → Modifica → scegli una complicazione e imposta la frequenza cardiaca. Da quel momento l'orologio misura da solo e Nagi ricomincia a ricevere. Vale per il quadrante che usi davvero: se ne cambi uno, rimettila anche lì.

Se dopo qualche ora dal polso continua a non arrivare niente, non è una tua distrazione: scrivici e guardiamo insieme cosa si è fermato.

Dubbi su un modello specifico? Scrivici: verifichiamo insieme se i suoi dati arrivano a Nagi, prima che tu compri qualcosa.